Nuova PIATTAFORMA della Rete Nazionale Precari della Scuola

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Messaggio Da Brunello Arborio il Mar Dic 02, 2008 12:54 am

...


Ultima modifica di Brunello Arborio il Mer Dic 03, 2008 6:42 pm, modificato 2 volte
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Nuova PIATTAFORMA della Rete Nazionale Precari della Scuola Empty NUOVA PIATTAFORMA RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA

Messaggio Da morena il Mer Dic 03, 2008 5:22 pm

inviamo a tutti LA PIATTAFORMA DELLA RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA
frutto dell'assemblea nazionale del 30 novembre.

CI SCUSIAMO CON TUTTE/I per aver inviato una copia non corretta della piattaforma.

bloccate la diffusione della copia errata
e diffondete quella che vi alleghiamo.

inoltre, proponiamo di aprire eventuali dibattiti sui punti direttamente sul forum http://retedocentiprecari.blogspot.com/

a presto

PIATTAFORMA DELLA RETE NAZIONALE PRECARI della SCUOLA.

La Rete nazionale precari della scuola rifiuta ogni tentativo di ridimensionamento della gestione statale dell’istruzione pubblica, che snatura la scuola statale nella sua funzione costituzionale del superamento delle differenze di sesso, religione, lingua, condizioni psico-fisiche e sociali.
Il sistema pubblico è il solo ad essere aperto a tutti, caratterizzato dalla libertà di insegnamento e dal pluralismo; esso è il solo modello che, se ben finanziato, può rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono l'eguaglianza dei cittadini. Questa funzione di emancipazione della scuola è stata notevolmente ridimensionata dalle politiche di tagli alle risorse destinate all’istruzione pubblica negli ultimi anni, in particolare con l’ultima manovra finanziaria della legge 133 (articolo 64). La piena attuazione dell’uguaglianza sostanziale richiede che sia assicurato a tutti i cittadini il raggiungimento degli obiettivi dello sviluppo personale e della partecipazione sociale, e ha come passaggio obbligato e ineliminabile la tutela di quanti abbiano minori possibilità culturali ed economiche.
La funzione principale che la scuola è chiamata a svolgere dalla Costituzione non è semplicemente quella di valorizzare gli alunni più meritevoli, ma di rendere possibile a tutti, compresi gli alunni più svantaggiati, la partecipazione attiva alla vita della scuola e successivamente della società. Invece, operazioni quali la reintroduzione del maestro unico, figura superata da decenni, cancellano anni di sperimentazione didattica e pedagogica basati sulla condivisione di responsabilità tra docenti e sugli approfondimenti disciplinari a favore del potenziamento, del recupero e dell’integrazione degli alunni.
“La promozione di una piena concorrenza tra istituzioni scolastiche” (PDL Aprea) che vede in competizione scuole pubbliche tra loro e scuole pubbliche con scuole private è alla base di un processo di destrutturazione del sistema dell’istruzione statale, che si sta evidenziando in maniera crescente. Il ridimensionamento del corpo docenti, l’aumento degli alunni per classe, la riduzione dell’orario d’insegnamento, l’accorpamento delle classi di concorso, la proposta di nuove forme di reclutamento (chiamate dirette dei dirigenti scolastici) e il ritorno del maestro unico, il taglio degli insegnanti di sostegno, vanno di pari passo con una politica di attribuzione delle risorse modulate in funzione della capacità di ogni scuola di attrarre il maggior numero di studenti. La funzione emancipatrice della scuola viene condizionata da una logica prevalentemente mercantile dove il preside da primus inter pares, sottoposto alla volontà collettiva degli organi collegiali, diviene come dirigente scolastico un amministratore completamente assorbito dalla spasmodica ricerca di finanziamenti esterni tendenzialmente ridotti nel numero e nell’entità. La proposta d’introduzione delle fondazioni di diritto privato all’interno del consiglio d’amministrazione delle scuole e la conseguente riduzione della rappresentanza dei docenti non è altro che una conseguenza della riduzione dei fondi pubblici e della loro diseguale distribuzione. La paventata competizione tra scuola pubblica e privata si riduce, nei fatti, in una “privatizzazione” della scuola pubblica e dei rapporti di lavoro che in essa si esplicano.
Come insegnanti precari siamo direttamente sottoposti alla mannaia dei tagli. Qualora mantenessimo saltuariamente il nostro posto di lavoro ci troveremmo ad operare in una scuola nella quale i nostri diritti verrebbero ancor più calpestati: l’assunzione diretta da parte dei dirigenti scolastici alimenta quelle tendenze all’arbitrio ed alla mancanza di regole nell’assunzione che già oggi, in alcuni casi appaiono latenti. Quale libertà d’insegnamento ci potrà essere in una scuola nella quale un dirigente scolastico, rafforzato nel suo potere rispetto ad organi collegiali ridimensionati, viene pesantemente condizionato dalle direttive indicate dalle fondazioni private?
La combinazione di autoritarismo all’interno e di mercantilismo e subalternità verso le fondazioni all’esterno sviliscono la qualità della didattica, la scuola come fattore di partecipazione collettiva e di elaborazione di un sapere critico e, quindi, di uno sviluppo sociale ed intersoggettivo della persona.
La modificazione dello stato giuridico del docente, accompagnato dalla riduzione del livello della contrattazione nazionale rispetto a quella regionale e d’istituto elimineranno, di fatto, una reale rappresentanza delle RSU nelle scuole. A ciò si accompagna una stratificazione gerarchica delle varie figure di docente (iniziale, ordinario, esperto) la quale fa presagire una futura condizione di cannibalismo e di progressiva erosione di diritti e la ricattabilità continua nei confronti dell’intero corpo docente. La nostra condizione di precarietà verrà, di fatto, estesa all’insieme dei lavoratori della scuola, eliminando la condizione di pariteticità e cooperazione tra insegnanti, che è la migliore garanzia di qualità ed efficienza nel sistema dell’istruzione.
Dietro le roboanti proclamazioni di meritocrazia e lotta ai fannulloni si nasconde un modello di società fondato sulla miope esaltazione dell’individuo decontestualizzato che si traduce, nei fatti, nella svalutazione delle qualità personali e nella conseguente valorizzazione del servilismo, della continua ricerca dell’ambizione individuale e del clientelismo. L’attacco che riceviamo immediatamente come insegnanti precari si connette, quindi, organicamente con l’attacco che stanno subendo gli insegnanti di ruolo, il personale ATA, gli studenti medi ed universitari e, più in generale, l’intero comparto dell’istruzione e del complessivo mondo del lavoro. L’alleanza tra noi è posta nei fatti.
La lotta in difesa della scuola pubblica e della qualità dell’insegnamento, la capacità di emancipazione sociale che la contraddistingue sono direttamente collegate con la difesa dei diritti dei lavoratori che in essa operano, con l’estensione del principio di collegialità tra le sue componenti contro ogni logica di autoritarismo. Contrastiamo radicalmente la logica che scaturisce dall’articolo 64 della legge 133, dalla legge 169 e dal PDL Aprea e, soprattutto in virtù della nostra condizione di precari, rifiutiamo l’impianto complessivo della riforma della scuola e dell’Università.
La possibilità di ottenere dei risultati passa attraverso la nostra autorganizzazione, la costruzione di un movimento unitario di insegnanti precari all’interno del più ampio movimento in difesa dell’istruzione pubblica.

Le nostre richieste più immediate, che sottoponiamo alla discussione di tutte le componenti del precariato della scuola e dell’università, sono le seguenti:

- Abrogazione dell’ articolo 64 e 66 della legge 133 e della legge 169
- ABROGAZIONE DEI COMMI: 411 punto d) 413, 414 dell'art.2 della L.244/07
- Ritiro della Proposta di legge “Aprea”
- Aumento dei fondi destinati all’istruzione statale.
- Ripristino della pluralità docente e attuazione integrale del tempo pieno e modulare garantito nello stesso modo in tutte le regioni e finanziato dalla fiscalità generale
- Difesa dell’organico esistente docente e personale ATA
- Stabilizzazione dei 142.000 posti assegnati a livello nazionale dai vari CSA provinciali attraverso la trasformazione dell’organico di fatto in ruolo
- Stabilizzazione dell’organico di fatto del personale.
- Diminuzione degli alunni medi per classe nel rispetto dei parametri stabiliti per legge, condizionanti l’agibilità delle aule e dei laboratori scolastici, e in considerazione della presenza di alunni disabili, così come espresso nel Parere della VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati sul Piano programmatico, approvato il 27/11/2008.
- Aumento del rapporto tra il numero degli insegnanti di sostegno e quello degli alunni diversamente abili
- Sblocco del turn over sostituendo tutti gli insegnanti in pensionamento.
- “ripulire” le graduatorie ad esaurimento di tutti i docenti assunti in ruolo (quindi, non più precari) al fine di capire il reale numero dei precari storici;
- Abrogazione della modifica del Titolo V della Costituzione che trasferendo le competenze dallo Stato alle regioni, province e comuni nega il principio costituzionale secondo il quale la scuola privata e confessionale è garantita senza oneri per lo Stato (nel rispetto dell’articolo 33 della costituzione).
- Applicazione nelle scuole private e paritarie delle condizioni contrattuali e delle modalità di reclutamento vigenti per i lavoratori delle scuole statali.
- Rafforzamento del potere degli organi collegiali all’interno della scuola e della loro funzione decisionale.
- parità di diritti e doveri tra personale a tempo indeterminato e personale a tempo determinato.
- Assegnazione di tutte le cattedre intere e frazionate tramite graduatorie ad esaurimento.
- No al ridimensionamento dei Centri Territoriali Permanenti, che comporta una riduzione delle cattedre con la conseguente congestione delle graduatorie.

Rete nazionale precari della scuola
http://retedocentiprecari.blogspot.com/

Allegati alla piattaforma.

Vengono qui raccolte le principali proposte di articolazione della piattaforma, emerse durante il dibattito dell’assemblea del 30 novembre e sostanzialmente condivise.

• l’assunzione a tempo indeterminato dei precari della scuola, come richiesta della piattaforma. Rifiutiamo qualsiasi forma di prolungamento delle durate degli incarichi a tempo determinato, come quella di triennalizzare i contratti.
• l’equiparazione tra docenti di ruolo e docenti precari del punteggio derivante da servizio effettivamente prestato e dei diritti sul luogo di lavoro;
• la revisione dei criteri di formazione e di utilizzazione delle graduatorie di circolo e di istituto, per ottenere un ampliamento del numero di scuole disponibili, secondo due possibilità: graduatoria di circolo e di istituto unica provinciale, divisa in tre fasce; oppure, secondo il modello tuttora vigente, la scelta delle scuole potrebbe essere lasciata ai docenti (ma in numero più elevato rispetto a oggi - minimo 30) e ogni istituto, una volta esaurita la propria graduatoria di prima fascia, dovrebbe essere obbligato a utilizzare le graduatorie di prima fascia di tutti i circoli e gli istituti della provincia, per poi passare, secondo le stesse modalità, alla seconda e terza fascia.
• esaurire le graduatorie di prima fascia (docenti inseriti nella graduatoria ad esaurimento provinciale) di tutti i circoli ed istituti della provincia per poi convocare i docenti inseriti nelle graduatorie di seconda (abilitati) e terza fascia (non abilitati); dunque, tutte le istituzioni scolastiche, una volta esaurita la graduatoria interna di prima fascia dovranno attingere alle stesse dei circoli e/o istituti viciniori;
• “ripulire” le graduatorie ad esaurimento di tutti i docenti assunti in ruolo, compresi i docenti delle scuole private, al fine di capire il reale numero dei precari storici;
• vietare ai docenti già di ruolo di inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento in altre province (alternativa per loro in mancanza di trasferimento e danno per i precari).
• rispettare il numero di 20 alunni per classe laddove vi è iscritto un alunno diversamente abile.


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Messaggio Da antonella vaccaro il Mer Dic 03, 2008 10:01 pm

ok funziona grazie brunè
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Messaggio Da pfasce il Gio Dic 04, 2008 1:04 am

Avevamo avviato una piccola discussione sulla piattaforma, il filone e' stato cancellato?
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Messaggio Da monia il Gio Dic 04, 2008 2:00 am

che filone? :?:

postiamo qua di seguito le osservazioni?
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Messaggio Da Brunello Arborio il Gio Dic 04, 2008 3:09 am

pfasce ha scritto:Avevamo avviato una piccola discussione sulla piattaforma, il filone e' stato cancellato?

Ho cancellato perchè la discussione era su una piattaforma sbagliata, questa è quella corretta da discutere
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Gio Dic 04, 2008 8:14 am

Ho inviato la piattaforma alla rete docenti precari Bari. Noto che è leggermente modificata, mi sembra in meglio, rispetto alla precedente.
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Messaggio Da Ospite il Gio Dic 04, 2008 2:11 pm

Finalmente sono riuscita a scrivere, grazie Brunello tutto risolto.
Questa grafica va già meglio!!!!!
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Messaggio Da mariapia il Sab Dic 06, 2008 12:06 am

Ciao ragazzi purtroppo non potrò collegarmi molto spesso su questo forum, dato che dal mio vecchio catorcio non visualizzo la pagina.
Inoltre da questo scrivo alla cieca dato che sulla tastiera neanche si vedono più le lettere sui tasti.
Per fortuna che anto68 e sugar mi terranno aggiornata anche sul forum precariscuola.
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Messaggio Da Vincenzo il Sab Dic 06, 2008 12:16 am

mariapia ha scritto:Ciao ragazzi purtroppo non potrò collegarmi molto spesso su questo forum, dato che dal mio vecchio catorcio non visualizzo la pagina.
Inoltre da questo scrivo alla cieca dato che sulla tastiera neanche si vedono più le lettere sui tasti.
Per fortuna che anto68 e sugar mi terranno aggiornata anche sul forum precariscuola.


ciao Mariapia,
E' vero che siamo sul lastrico, ma una tastiera nuova costa 5 euro :santa:
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Messaggio Da endoretta il Dom Dic 07, 2008 5:40 pm

Ciao a tutti i colleghi...adesso ci sono anche io qui!!!!Razz
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Messaggio Da subprecario MARCOS il Dom Dic 07, 2008 7:22 pm

endoretta ha scritto:Ciao a tutti i colleghi...adesso ci sono anche io qui!!!!Razz

Benvenuta anche qui, endoretta!
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Messaggio Da Precarioavita? il Dom Dic 07, 2008 8:47 pm

Carissimi, la piattaforma sembra abbracciare molti aspetti di notevole importanza. Tuttavia, ci sono alcuni punti da rivedere. Ad esempio, non si parla di come devono essere regolamentati i traserimenti di noi precari da una graduatoria ad un'altra. Non viene chiarito anche il come e il perché docenti che insegnano nelle scuole private paritarie, una volta entrati in ruolo, debbano essere cancellati dalle graduatorie. Infarti, è opportuno dapprma equiparare la Scuola privata alla scuola Pubblica dal punto di vista contrattuale, e successivamente optare per questa scelta: la loro "ripulita" dalle graduatorie medesime.
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Messaggio Da pfasce il Mar Dic 09, 2008 12:23 am

Brunello Arborio ha scritto:
pfasce ha scritto:Avevamo avviato una piccola discussione sulla piattaforma, il filone e' stato cancellato?

Ho cancellato perché la discussione era su una piattaforma sbagliata, questa è quella corretta da discutere

Si', è stata raffinata la stesura, ma le obiezioni sulle quali stavamo dibattendo, mi pare fossero del tutto appropriate.

Pazienza.

Ciao ciao.
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Messaggio Da Alessandro Paris il Mar Dic 09, 2008 12:23 pm

ah, questi bei termini d'antan. "piattaforma rivendicativa". Mi ricorda tanto le lotte sindacali anni '70.
Siamo troppo bravi per questo Paese che forse non ci merita.
:heart:
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Dom Dic 14, 2008 8:35 pm

Che fine ha fatto la piattaforma elaborata il 30 novembre? E' stata presentata ai sindacati, che in questo periodo si stanno confrontando con il governo? Credo dovrebbe essere fatto: presentarla a partitti, sindacati, al governo stesso
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Nuova PIATTAFORMA della Rete Nazionale Precari della Scuola Empty Un volo rasoterra

Messaggio Da Libero Tassella il Dom Dic 14, 2008 9:10 pm

Alla luce del tavolo tecnico per il precariato, promesso in " casa Letta", a mio avviso bisogna chiedere poche cose e concrete, le provo ad elencare, volando, si fa per dire, rasoterra; l’elenco è aperto a chi voglia partecipare, poi lo pubblicheremo sul sito www.professioneinsegnante.it e lo invieremo a sindacati e Ministro.


1) Immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti in organico a partire dal 2009/2010; ( Decreto interministeriale)
2) Trasformazione immediata della G.E. in graduatoria per le immissioni in ruolo di rango nazionale, al fine della copertura di tutti i posti con contratti a tempo indeterminato ove essi esistono.( Decreto Ministeriale)
3) Eliminazione dalla G.E. dei docenti già di ruolo ( Provvedimento legislativo)
4) Riduzione dell’ aliquota dei passaggi di ruolo e di cattedra ( contratto mobilità professionale )
5) Le GE possono essere utilizzate per una sola volta al fine delle immissioni in ruolo. ( Decreto ministeriale o direttoriale)
6) Eliminazione della distinzione tra ST e SA, tutte i contratti a t.d. saranno retribuiti al 31.8.7)
7) Progressione per i docenti a tempo determinato secondo i livelli contrattualmente previsti (sequenza contrattuale)

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Ultima modifica di Libero Tassella il Dom Dic 14, 2008 9:19 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Dom Dic 14, 2008 9:15 pm

Per il governo sarà volare troppo alto, ma è sempre meglio chiedere di più (immissioni su tutti i posti vacanti) per ottenere di meno (immissioni su una percentuale di posti vacanti)
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Messaggio Da Libero Tassella il Dom Dic 14, 2008 9:19 pm

Alla luce del tavolo tecnico per il precariato, promesso in " casa Letta", a mio avviso bisogna chiedere poche cose e concrete, le provo ad elencare, volando, si fa per dire, rasoterra; l’elenco è aperto a chi voglia partecipare, poi lo pubblicheremo sul sito www.professioneinsegnante.it e lo invieremo a sindacati e Ministro.


1) Immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti in organico a partire dal 2009/2010; ( Decreto interministeriale)
2) Trasformazione immediata della G.E. in graduatoria per le immissioni in ruolo di rango nazionale, al fine della copertura di tutti i posti con contratti a tempo indeterminato ove essi esistono.( Decreto Ministeriale)
3) Eliminazione dalla G.E. dei docenti già di ruolo ( Provvedimento legislativo)
4) Riduzione dell’ aliquota dei passaggi di ruolo e di cattedra ( contratto mobilità professionale )
5) Le GE possono essere utilizzate per una sola volta al fine delle immissioni in ruolo. ( Decreto ministeriale o direttoriale)
6) Eliminazione della distinzione tra ST e SA, tutte i contratti a t.d. saranno retribuiti al 31.8.7)
7) Progressione per i docenti a tempo determinato secondo i livelli contrattualmente previsti (sequenza contrattuale)

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Messaggio Da Libero Tassella il Dom Dic 14, 2008 9:22 pm

Amicanto ha scritto:Per il governo sarà volare troppo alto, ma è sempre meglio chiedere di più (immissioni su tutti i posti vacanti) per ottenere di meno (immissioni su una percentuale di posti vacanti)

Leggi bene, la richiesta n. 1 è su tutti i posti vacanti, cosa che non hanno fatyto tutti i governi in stile bipartisan.
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Messaggio Da dantedinanni il Dom Dic 14, 2008 9:34 pm

Io aggiungo:

a) ore di religione al pomeriggio
b) trasformazione del triennio degli istituti di ogni ordine in modo tale da rendere autonomi i nostri giovani. Si chiede che si voti a 16 anni? Li si accusa di essere dei bamboccioni= Bene, abituiamoli a crescere. Come?

1) Tutti gli studenti hanno l'obbligo di presentarsi a scuola durante tutto l'anno scolastico, ma le presenze vengono raccolte dal personale Ata all'entrata o tramite apposite tessere elettroniche
2) Spariscono le classi, vero e proprio luogo di dis-educazione, e con esse anche il ruolo di "mamma chioccia" detenuto da alcuni docenti. Gli studenti organizzeranno i loro studi in maniera autonoma
3) Gli studenti hanno l'obbligo di seguire alcuni corsi, in base all'indirizzo scelto, ma possono optare anche per una personalizzazione del loro piano di studi, inserendo materia che esulino anche completamente da tale indirizzo
4) Ogni studente ha a sua disposizione un tutor che lo orienti nel percorso scolastico
5) La scuola rimane aperta tutto il giorno e i corsi, obbligatori o facoltativi, come anche i seminari, non si svolgono solamente al mattino
6) Ogni docente ha a sua disposizione uno studio, dove eventualmente, se i numeri lo consentono, svolgere le proprie lezioni o seminari, altrimenti si ricorre ad aule più grandi, secondo un piano stabilito dal consiglio di istituto
7) Nel corso dell'anno lo studente deve sostenere un determinato numero di esami, fino al completamento del ciclo alla fine del terzo anno, quando dovrà presentare una tesi finale, esaminato da una apposita commissione
8 ) Ogni scuola - in base al principio dell'autonomia - può eventualmente organizzare corsi o seminari, ma non può non rispondere, nel complesso, agli obiettivi e le finalità stabilite da una apposita commissione ministeriale composta da docenti delle scuole medie superiori
10) All'interno dell'Istituto vige la libertà responsabile, per cui studenti e docenti non impegnati in attività didattiche possono passare il tempo come meglio credono.
11) I docenti vengono nominati da appositi uffici a livello provinciale. Non è consentito ai docenti di insegnare in più di una scuola, se non per tenervi dei seminari (in tal caso viene pagato dalla scuola che lo ospita)
12) Le cattedre alias classi di concorso vengono scorporate, per cui ad un insegnante compete l'insegnamento di una sola materia: per esempio, al fu docente di Italiano compete l'insegnamento, appunto dell'Italiano, ma non del Latino, della Geografia e della Storia, e così al docente di Matematica eccetera. In tal modo si realizza anche la tanto agognata piena occupazione per una categoria che ne ha le PALLE PIENE di essere tratta a pesci in faccia. Naturalmente per i seminari il discorso cambia e ogni docente è libero di proporne uno nella scuola in cui insegna o in altre. Sarà il consiglio di istituto a esprimersi
13) Viene stabilita l'assoluta parità retributiva tra i docenti, per cui - fatti salvi i seminari - non esisteranno più disparità economiche tra i docenti, se non quelle stabilite dall'anzianità di servizio, della quale fanno parte - senza oneri per il docente - gli anni universitari come anche quelli spesi per dottorati, specializzazioni, master eccetera.
14) L'insegnamento della religione cattolica, come tale, non è prevista, ma nulla vieta ai singoli consigli di istituto di creare appositi seminari (che, come tali, sono a carico della scuola medesima)
15) varie ed eventuali
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Dom Dic 14, 2008 9:58 pm

:santa: Ma questa è l'isola che non c'è!
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Messaggio Da dantedinanni il Dom Dic 14, 2008 10:02 pm

Amicanto ha scritto::santa: Ma questa è l'isola che non c'è!

Fin quando siam qui a grattarcelo/a seguendo le dinamiche burocratiche invece che i nostri sogni, ovvio che continuerà ad essere sempre l'isola che non c'è. Eppure, pensaci bene: fare del triennio un ponte per l'università, finirla con le classi, i registri, le note, le richieste di attenzione silenzio, diventare veri professionisti e non sostituti di mamme e papà che ci delegano l'educazione dei propri figli. A me non compete! Io sono un insegnante!
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Dom Dic 14, 2008 10:05 pm

Il mio voleva essere un commento il più possibile neutro. Credo comunque che ci siano proposte di lungo respiro come queste, che comunque andrebbero discusse e condivise prima di essere proposte come rete, e altre più immediate e concrete che comunque penso vadano fatte come le immissioni in ruolo e la parità di diritti con i colleghi di ruolo e le altre della piattaforma consdivisa del 30 novembre. Comunque anch'io pensavo di fare l'insegnante e invece vedo che devo essere poliziotto padre educatore segretario e così via.
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Messaggio Da dantedinanni il Dom Dic 14, 2008 10:09 pm

Amicanto ha scritto:Il mio voleva essere un commento il più possibile neutro. Credo comunque che ci siano proposte di lungo respiro come queste, che comunque andrebbero discusse e condivise prima di essere proposte come rete, e altre più immediate e concrete che comunque penso vadano fatte come le immissioni in ruolo e la parità di diritti con i colleghi di ruolo e le altre della piattaforma consdivisa del 30 novembre. Comunque anch'io pensavo di fare l'insegnante e invece vedo che devo essere poliziotto padre educatore segretario e così via.

sì, amicanto, guarda che la mia risposta non voleva essere un atto di accusa, né tanto meno nei confronti di chi sta sbattendo per tale piattaforma. Era - a tutti gli effetti - una provocazione. Ma come ho scritto altrove, sarà bene anche cominciare a "sognare" una scuola diversa, che possa parlare una "lingua" comprensibile non solo agli addetti del settore, ma anche alla società, perché senza il loro appoggio la scuola pubblica è finita. Quando si è sotto attacco è il momento migliore, fatta salva la necessità di difendersi, di contrattaccare e alla grande, altrimenti chi segue tale battaglia finirà o per annoiarsi o comunque per dare ragione a chi le spara più grosse ed ha la possibilità di farsi sentire ... leggi governo
:bball:
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Messaggio Da Ospite il Lun Dic 15, 2008 5:34 pm

Se posso esprimere il mio pensiero, concordo con tutto quello che dice dantedinanni tranne per quel che concerne l'autonomia dello studente con le materie opzionali da seguire, perchè gli studenti del sud e sopratutto degli istituti tecnici non hanno purtroppo ancora la maturità per seguire un modello come quello da te espresso.

Un istituto tecnico catanese ha seguito questo modello da college americano, ma è naufragato per il fatto che gli studenti seguivano svogliatamente il modulo, facevano un sacco di assenze (dal momento che non le dovevano giustificare) e poi si presentavano al giorno dell'esame dopo aver leggiucchiato il libro solo il giorno prima, con risultati che puoi immaginarti.

Per il resto sono completamente daccordo con te, ed anche se fosse l'isola che non c'è dovremmo sforzarci di trovare un modelllo alternativo di scuola da proporre per evitare di essere presi per conservatori.

Io sull'altro forum avevo proposto una cosa simile alla tua con i prof che timbravano il cartellino, stavano a scuola per almeno le stesse ore degli altri dipendenti pubblici passando 18 ore in classe e le altre ore nel proprio tavolo con il proprio pc a preparare le lezioni, correggere compiti, fare sportelli seminari etc.

Ovviamente nessuno ha apprezzato la mia proposta.
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Messaggio Da dantedinanni il Lun Dic 15, 2008 8:42 pm

ddr67 ha scritto:Se posso esprimere il mio pensiero, concordo con tutto quello che dice dantedinanni tranne per quel che concerne l'autonomia dello studente con le materie opzionali da seguire, perchè gli studenti del sud e sopratutto degli istituti tecnici non hanno purtroppo ancora la maturità per seguire un modello come quello da te espresso.

Un istituto tecnico catanese ha seguito questo modello da college americano, ma è naufragato per il fatto che gli studenti seguivano svogliatamente il modulo, facevano un sacco di assenze (dal momento che non le dovevano giustificare) e poi si presentavano al giorno dell'esame dopo aver leggiucchiato il libro solo il giorno prima, con risultati che puoi immaginarti.

Per il resto sono completamente daccordo con te, ed anche se fosse l'isola che non c'è dovremmo sforzarci di trovare un modelllo alternativo di scuola da proporre per evitare di essere presi per conservatori.

Io sull'altro forum avevo proposto una cosa simile alla tua con i prof che timbravano il cartellino, stavano a scuola per almeno le stesse ore degli altri dipendenti pubblici passando 18 ore in classe e le altre ore nel proprio tavolo con il proprio pc a preparare le lezioni, correggere compiti, fare sportelli seminari etc.

Ovviamente nessuno ha apprezzato la mia proposta.

Ovviamente! :suspect:

Io penso che, però, accanto a proposte diciamo tecniche? occorra scendere un po' con i piedi per terra, anzi occorre esattamente il contrario: avere il coraggio di sognare una scuola diversa. E per fare ciò - lo ripeto - non fare tutto da soli, ma coinvolgere i cittadini direttamente. Ma comunque il mio, appunto, è solo un sogno ....
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Messaggio Da Ospite il Lun Dic 15, 2008 9:50 pm

dantedinanni ha scritto:
ddr67 ha scritto:Se posso esprimere il mio pensiero, concordo con tutto quello che dice dantedinanni tranne per quel che concerne l'autonomia dello studente con le materie opzionali da seguire, perchè gli studenti del sud e sopratutto degli istituti tecnici non hanno purtroppo ancora la maturità per seguire un modello come quello da te espresso.

Un istituto tecnico catanese ha seguito questo modello da college americano, ma è naufragato per il fatto che gli studenti seguivano svogliatamente il modulo, facevano un sacco di assenze (dal momento che non le dovevano giustificare) e poi si presentavano al giorno dell'esame dopo aver leggiucchiato il libro solo il giorno prima, con risultati che puoi immaginarti.

Per il resto sono completamente daccordo con te, ed anche se fosse l'isola che non c'è dovremmo sforzarci di trovare un modelllo alternativo di scuola da proporre per evitare di essere presi per conservatori.

Io sull'altro forum avevo proposto una cosa simile alla tua con i prof che timbravano il cartellino, stavano a scuola per almeno le stesse ore degli altri dipendenti pubblici passando 18 ore in classe e le altre ore nel proprio tavolo con il proprio pc a preparare le lezioni, correggere compiti, fare sportelli seminari etc.

Ovviamente nessuno ha apprezzato la mia proposta.

Ovviamente! :suspect:

Io penso che, però, accanto a proposte diciamo tecniche? occorra scendere un po' con i piedi per terra, anzi occorre esattamente il contrario: avere il coraggio di sognare una scuola diversa. E per fare ciò - lo ripeto - non fare tutto da soli, ma coinvolgere i cittadini direttamente. Ma comunque il mio, appunto, è solo un sogno ....

si ma a noi cosa costa di raccontare il ns sogno a tutti, cittadini, politici, sindacati, colleghi etc..... poi loro ci risponderanno... ma è solo un sogno, e noi, solo perchè sono i politici a dirlo, perchè loro potrebbero trasformarlo in realtà.

La verità è che moltissimi ns colleghi appena sentono una proposta che dice di stare ogni giorno almeno fino alle 14 a scuola, si girano dall'altra parte o ti dicono come hanno fatto a me, ma tanto è utopia chiedere una cattedra ed un pc per ogni docente. Ed io: si ma se noi abbiamo il coraggio di proporlo poi saranno loro a dire no. Così invece ci continueranno a dire che siamo o conservatori o peggio dei fannulloni.

Io sono per proporre, bada bene solo per quelli di ruolo, l'incompatibilità con qualsiasi altra attività economica. Ovviamente non si può chiderlo anche ai precari, ma all'entrata di ruolo se è vero che la scuola è una missione, allora si dovrebbe scegliere o di fare la libera professione o l'insegnante.
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Mar Dic 16, 2008 4:16 pm

Scusate se insisto, ma perché non presentiamo la nostra piattaforma, condivisa il 30 novembtre, a governo, partiti e sindacati?
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Messaggio Da morena il Mar Dic 16, 2008 8:09 pm

La piattaforma della rete nazionale precari della scuola condivisa da tutte le realtà del precariato organizzato e non presenti fisicamente e virtualmante all'assemblea del 30 novembre NON PUO' SUBIRE NESSUNA AMPUTAZIONE.
questo non vuol che non può essere modificata, ma lo se lo si deve fare, la modifica deve sottolineare ulteriormente la portata emancipatrice delle rivendicazioni stesse. Un indebolimento della piattaforma non avrebbe alcun risultato in termini di crescita della mobilitazione nei prossimi mesi a cui dobbiamo lavorare insieme.
Tuttavia, penso anch'io sia utile precisare alcuni punti; a questo proposito si sta pensando di raccogliere gli account o le mail di riferimento delle singole realtà organizzate, come strumento per prendere decisioni.credo tuttavia che le decisioni più importanti che segnano il futuro della rete nazionale debbano essere prese in assemblea. a questo proposito da gennaio ci si attiverà per organizzare un'altra assemblea nazionale dei precari come deciso il 30 novembre.

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Messaggio Da Antonino Buonamico il Mer Dic 17, 2008 12:09 am

Non so se hai risposto a me, morena, perché io non chiedevo modifiche della piattaforma, ma solo di pubblicizzarla inviandola a governo, partiti e sindacati. Pensi che sia possibile farlo prima dell'assemblea nazionale di gennaio, visto che in questi giorni c'è un confronto governo-sindacati che dovrebbe interessarci?
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Messaggio Da morena il Mer Dic 17, 2008 1:50 am


Comunicato del movimento insegnanti precari - Roma
alla Rete nazionale dei precari della scuola per rafforzare la mobilitazione.


Radicalizziamo la mobilitazione.
Il movimento insegnanti precari considera l’accordo, sottoscritto giovedì scorso tra governo e sindacati, come una reazione del governo all’azione, portata avanti dalla mobilitazione della scuola e dell’università, che ha investito il nostro Paese in questi mesi. Reazione da non intendersi in nessun modo come un cambiamento di prospettiva, bensì solo di strategia, avente lo scopo di spaccare e indebolire la mobilitazione finora dimostratasi unitaria, dalla scuola primaria fino all’università, passando per le medie e le superiori.
Pensiamo che la risposta del governo, nella sua volontà di dividere le lotte e disorientare l’opinione pubblica, apra una nuova fase della mobilitazione: se finora abbiamo assistito ad una mobilitazione spontaneamente unitaria adesso quest’unità bisognerà costruirla insieme, su più livelli.
E’ importante creare un legame più forte rispetto al passato tra le diverse realtà della Rete nazionale dei precari della scuola, tra i precari e i coordinamenti degli insegnanti di ruolo, nonché le maestre e i maestri delle primarie in lotta, tra gli insegnanti e gli studenti medi, che spesso mostrano un livello avanzato di riflessione; ma è essenziale anche il legame tra la scuola e le varie realtà che animano l’università.
Per radicalizzare la lotta dei precari il movimento insegnanti precari di Roma afferma la necessità di aumentare il livello di approfondimento teorico, entrando nel merito dei contenuti con ancora maggior incisività rispetto a prima. E’ necessario che tutti i soggetti del precariato, a partire dalle singole realtà, mettano completamente in discussione i contenuti della legge 133, della 169 e della pdl Aprea, per ottenere risultati positivi in termini di allargamento e di partecipazione all’interno della mobilitazione che avverrà nei prossimi mesi. Se, come annunciato, il governo procederà con un’ampia campagna di informazione per far conoscere i nuovi percorsi di studio, è chiaro che su di noi ricadrà il compito di diffondere una reale informazione che smascheri l’effettiva portata dei provvedimenti, che in verità sono volti a smantellare l’istruzione pubblica di ogni ordine e grado facendola diventare “il fatto privato di qualcuno”.

Costruiamo alleanze sui contenuti per allargare la protesta.
Ripartiamo dalla lotta alla precarietà, a cominciare dalla scuola fino all’università e passando per tutti i luoghi di lavoro, per ribadire l’incostituzionalità stessa della precarietà e di tutte le forme di contratto flessibile in quanto ostacoli sociali ed economici per il pieno sviluppo della persona.
Se finora i governi che si sono succeduti hanno avvilito moralmente e materialmente la scuola e gli insegnanti, anche attraverso la precarietà, determinando un’indifferenza verso i problemi della scuola statale e spegnendo qualsiasi spirito associativo, oggi vogliamo affermare, attraverso la Rete nazionale dei precari della scuola, la necessità e il desiderio di lottare senza tregua, per contribuire a risvegliare negli insegnanti e negli studenti la dignità del loro ruolo e la coscienza dei propri diritti che nessun governo deve ledere.
La nostra lotta di insegnanti precari, partendo dalla specificità delle rivendicazioni, che muovono dal rifiuto categorico della logica dei tagli, fino ad arrivare alla messa in discussione del precariato in sé, afferma la necessità della centralità della scuola statale nella vita del nostro Paese e l’importanza dell’elaborazione di un modello di istruzione realmente emancipatrice e in grado di offrire, a tutti gli studenti e le studentesse, la capacità di comprendere la realtà per cambiarla, qualora se ne presentasse la necessità.
Ora questa necessità è impellente! Se vogliamo davvero ottenere le nostre rivendicazioni e se vogliamo realmente che il governo faccia concreti passi indietro bisogna mettere in campo tutte le nostre forze e capacità, per creare, partendo dai nostri territori, un consapevole e largo movimento di opposizione, che naturalmente mina la stabilità di qualsiasi governo e per questo ne viene temuto.


Il movimento insegnanti precari di Roma e la Rete nazionale dei precari della scuola.

Tra visibilità e partecipazione.
Il movimento insegnanti precari di Roma è consapevole di non aver rispettato in pieno l’impegno, preso nell’assemblea nazionale, di preparare un’iniziativa per il giorno 16 di questo mese.
La ragione di questo mancato appuntamento non sta in un’assenza di volontà, o peggio, in un indebolimento del movimento stesso. In quest’ultimo periodo ci siamo impegnati per creare quell’alleanza, di cui già si è parlato, tra i soggetti che operano nella scuola e nell’università, in vista dello sciopero generale del 12 dicembre; a questo proposito, rivendichiamo la nostra posizione nello sciopero generale a fianco di scuola e università e dei movimenti che lottano per i beni comuni. Naturalmente il percorso è ancora lungo: non sempre i fini e i metodi sono comuni, ma nessun’azione di massa è possibile se non siamo convinti dei fini che vogliamo raggiungere e dei metodi con cui procedere.
Se è vero, quindi, che oggi non abbiamo preparato un’azione visibile e non prevediamo nell’immediato azioni volte alla visibilità, è altrettanto vero che tanto si sta facendo per costruire la partecipazione e per sperimentare pratiche democratiche utili a coordinare le lotte. Inoltre, prevediamo come nostro prossimo passaggio, oltre alla costruzione delle alleanze tra scuola e università, l’approfondimento dei contenuti su cui costruire l’unità e con cui allargare la protesta.
Al più presto, e coordinati con tutti voi della Rete nazionale dei precari della scuola, ci impegniamo ad organizzare azioni comuni che siano realmente frutto della partecipazione, senza delega per nessuno.


Rafforziamo la nostra alleanza: costruiamo il blog.
L’assemblea nazionale ha deciso l’importanza per la Rete nazionale precari della scuola di dotarsi di uno strumento che fosse insieme luogo di discussione e di coordinamento delle diverse realtà, e che contribuisse a costruire quella forte alleanza tra di noi che era lo scopo ultimo dell’assemblea stessa.
In questo periodo abbiamo sperimentato l’utilità del forum quale luogo di discussione tra singoli, ma la scarsa utilità al fine di conoscere ciò che ogni realtà organizzata produce e pianifica, nonché l’inadeguatezza del forum stesso per coordinare azioni di lotta comuni, prendere decisioni collettive, e quindi rafforzare l’unione tra i soggetti della Rete.
A questo scopo crediamo sia utile ricostruire il blog, che sicuramente deve avere una pagina iniziale in cui risaltino tutte le realtà del precariato organizzato presenti all’assemblea nazionale e a cui si aggiungerà chi lo vorrà. Questo meccanismo garantirebbe a tutti un loro spazio riservato in cui inserire i propri volantini, le proprie analisi e i documenti che desidera, nonché le iniziative che prevede sul proprio territorio, in modo che ogni realtà possa conoscere le attività dell’altra. E’ essenziale che fin dal blog sia visibile l’unità che ci caratterizza. Questo modo di pensare il nostro blog produrrà un livello di analisi, di critiche e di proposte, che, nutrendosi del contributo di tutti, sarà realmente più incisivo e radicale.
Resta ancora la necessità di darci uno strumento per prendere le decisioni, fermo restando che le decisioni rilevanti per il futuro della Rete nazionale dei precari della scuola si prendono in una dimensione realmente collettiva che solo un’assemblea nazionale può offrire.
A breve invieremo il foglio con gli account di posta, o le mail delle persone intervenute all’assemblea nazionale, in modo da creare una mailing-list puramente comunicativa, che ha il solo scopo di riuscire a contattare direttamente le varie realtà.


Roma, 16 dicembre 2008
movimento insegnanti precari-Roma
[justify]


Ultima modifica di morena il Mer Dic 17, 2008 11:21 pm, modificato 3 volte
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Mer Dic 17, 2008 8:35 am

Va bene collaborare con studenti medi e universitari, senza dimenticare i genitori, componente fondamentale del movimento contro la controriforma Gelmini-Aprea, ma ritengo importante l'autonomia della rete, che non vada cioè "a rimorchio" dell'onda. Lo dico perché a Bari abbiamo avuto una scissione proprio su questo: alcuni colleghi si sono allontanati dalla rete docenti precari Bari poiché ritenevano che non agissimo abbastanza in simbiosi con gli universitari, e perché al momento non eravamo particolarmente interessati ad un'assemblea cittadina insieme a loro. Penso che sia importante muoverci come un soggetto autonomo, lottare anche per le nostre specifiche rivendicazioni, proporre iniziative sulle quali aggregare altri soggetti, aderire a quelle che riteniamo giuste. Insisto sul fatto che dovremmo rivolgere, in questo momento cruciale per le nostre sorti, le nostre proposte a tutti i sindacati della scuola. Il mio intento è che si sappia quali sono le nostre rivendicazioni in modo che i sindacati possano aderire o meno, assumendosene tutta la respondabilità, ad esse e porle sul tavole delle trattative con il governo. Nessuno mi risponde su questo. Perché?
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Messaggio Da monia il Mer Dic 17, 2008 5:13 pm

sì, amicanto, io ritengo che la piattaforma vada presentata ai sindacati.

si può iniziare anche a spedirla OGGI. possiamo farlo anche in più persone.

io provvedo entro domani a spedire a cgil, cobas, snals e gilda...

possono anche esserci più invii allo stesso indirizzo, non credo saremo tacciati di spam! o sì??! eheheh
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Messaggio Da Antonino Buonamico il Mer Dic 17, 2008 5:51 pm

Finalmente qualcuno che mi risponde! Se nessuno si oppone, non credo che ci sia niente di male nel pubblicizzare la nostra piattaforma.
Grazie Monia
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Messaggio Da morena il Mer Dic 17, 2008 11:30 pm

anch'io sono d'accordo per una maggiore diffusione della nostra piattaforma...anche se è stata già diffusa ampiamente. bisogna che ognuno di noi la continui a rimandare alle varie organizzazioni al livello nazionale e provinciale.
quanto alle alleanze tra scuola e università non credo che fa smarrire la nostra specificità...diciamo che dobbiamo essere bravi a travare contenuti che ci legano. pericoli ci possono essere quando si costruisce un'alleanza puramente teorica...
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