Decreto Sviluppo. una vera presa per i fondelli

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Decreto Sviluppo. una vera presa per i fondelli

Messaggio Da Stefano Micheletti il Sab Mag 07, 2011 5:49 pm

da www.alpebra.it

06/05/2011. DECRETO SVILUPPO: UNA VERA PRESA PER I FONDELLI

Come atteso, la farsa e la presa in giro mediatica sono compiute. Incredibile come sia possibile stravolgere la realtà, utilizzando delle conferenze stampa e dei comunicati che altro non sono che una mistificazione dei fatti. Basta confrontare quanto propagandato da governo e ministro con il reale contenuto del Decreto sullo Sviluppo, per rendersi conto della presa per i fondelli perpetrata nei confronti dei precari della scuola.

Andiamo per ordine: l'obiettivo reale nei confronti dei precari è contenuto nei commi 19 e 20 dell'art. 9, una "interpretazione autentica" (e proprio perché sceglie fra le interpretazioni possibili quella "autentica", tale legge è retroattiva e dispiega i suoi effetti ex tunc, dal momento cioè in cui la legge oggetto di interpretazione è entrata in vigore, e non solamente ex nunc) che permetterà di aggirare ogni possibile ricorso, passato e futuro, per la stabilizzazione a t.i. dopo tre anni di servizio o anche solo per maturare anzianità di servizio prima del ruolo e per esigere quindi un qualsiasi risarcimento (da notare che, pur essendo il punto più significativo dell'intera parte dedicata alla scuola, in conferenza stampa e nel successivo comunicato è stato completamente ignorato).

Ma la ciliegina sulla torta arriva con il comma 24, quello sul piano triennale: cosa dice il comunicato stampa del Miur (cioè un articolo privo di firma e di nessun peso concreto)?
1) Si commenta che, con le decisioni assunte, addirittura si potranno accelerare i tempi finora previsti per l'esaurimento delle GaE, stimate in 7 anni per 250mila precari: già per smaltire 250mila docenti sul 50% dei posti riservati alle GaE in 7 anni servirebbe un ritmo di 35mila precari all'anno da GaE e cioè 70mila assunzioni complessive per anno! Questo incredibile provvedimento le accelererebbe addirittura, ipotizzando quindi dei contingenti nel triennio in esame di almeno 90-100mila per a.s. per tre anni! Siamo alle comiche.
2) Si scrive inoltre nel comunicato che nel triennio si faranno assunzioni a t.i. "su tutti i posti disponibili e vacanti in ciascun anno"; poi, con un abile giro di parole, si aggiunge che "nell'anno scolastico in corso i posti vacanti sono 67.000, di cui 30.000 insegnanti e 37.000 ATA", provando (e, a quanto pare, riuscendo) a illudere il lettore che le assunzioni in arrivo per il prossimo a.s. possano effettivamente riguardare simili cifre (si parla ovunque di 65mila assunzioni a settembre).
Peccato che il testo del Decreto sia di tutt'altro contenuto: in realtà si dice solo che, per permettere una migliore pianificazione degli organici annuali, il Miur definirà, di concerto con Tremonti e Brunetta, un piano triennale di assunzioni a t.i.; tuttavia tale piano sarà rimodulato annualmente e sarà comunque soggetto all'autorizzazione preventiva di Tremonti; in pratica: nulla di differente da quello che già avviene ogni anno per definire il contingente da autorizzare. Ma l'aspetto forse più subdolo sta in quella piccola differenza tra l'assunzione "su tutti i posti disponibili e vacanti in ciascun anno" riportata nel comunicato stampa e il "sulla base dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno" scritto nel Decreto sviluppo. Una differenza eclatante, che fa capire che, in realtà, in questo Decreto non si dice nulla di nuovo rispetto a quanto era già in essere. L'assunzione "su tutti" i posti vacanti è una pura chimera, venduta alla grande in clima di sciopero Cgil e di elezioni amministrative. Vi sorprende ancora che la Gelmini abbia espressamente chiesto al premier di non nominare la cifra delle assunzioni per il prossimo a.s. in conferenza stampa (limitandosi pertanto a parlare di "alcune decine di migliaia")?
Risultato dell'operazione mediatica? Andate a vedere da ieri pomeriggio cos'anno riportato tutti i quotidiani, i telegiornali, le agenzie d'informazione e perfino i siti delle organizzazioni sindacali... Andate a chiedere ai precari cos'anno capito di questo provvedimento anti-ricorsi, camuffato da panacea...

Ci sono ancora insegnanti precari che, sentita la notizia, attendono assunzioni per il corrente a.s., sulla base delle GaE attuali, integrate con il pettine dei ricorrenti e su 30mila posti (oltre ai 37mila per gli ata) e magari altrettante per l'a.s. 2011/12: ma le assunzioni saranno solo a fine agosto per l'a.s. 2011/12, attingendo alle nuove GaE, dopo cancellazione di tutti gli inserimenti a pettine avvenuti in questi giorni nelle province aggiuntive e di tutte le code e su un numero di posti che temiamo sarà alquanto inferiore a 30mila...

Ma nulla ci renderebbe più felici che l'essere smentiti dai fatti. Nella speranza che almeno le Ooss non accettino una presa per i fondelli così sonora (la Gelmini ha addirittura dichiarato che l'obiettivo di tutte queste nuove assunzioni su tutti i posti disponibili è stato raggiunto grazie a settimane di laboriosa trattativa con i sindacati...).
Per il momento, questo è quello che leggiamo, e di cui vi rendiamo conto.





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Re: Decreto Sviluppo. una vera presa per i fondelli

Messaggio Da Stefano Micheletti il Sab Mag 07, 2011 6:33 pm


Ecco perché il “decreto sullo sviluppo” per la scuola e i precari è un pacco …

SCHEMA DI DECRETO LEGGE – SEMESTRE EUROPEO - RECANTE PRIME
DISPOSIZIONI URGENTI PER L’ECONOMIA
(Testo provvisorio non ancora bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato)

… omissis

Art. 9
Scuola e merito

… omissis

19. Il comma 14-bis dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124 si interpreta nel senso che i
contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente e
Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (ATA), in quanto necessari per garantire la costante
erogazione del servizio scolastico ed educativo, non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti
di lavoro a tempo indeterminato, né consentire la maturazione di anzianità utile ai fini retributivi
prima della immissione in ruolo, da attuarsi, sulla base delle graduatorie previste dalle disposizioni
vigenti, esclusivamente su posti vacanti e disponibili, previa procedura autorizzatoria di cui
all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni.

Questo comma mette in mora i ricorsi passati e futuri sulla trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato e quelli sul riconoscimento degli scatti di anzianità ai precari.
Ricordo che la norma in rosso è stata introdotta nella Finanziaria del 1998 da un governo di centrosinistra (premier Prodi, ministro dell’economia Visco, della P.I. L. Berlinguer), prima le assunzioni in ruolo erano automatiche, anno per anno, su tutti i posti vacanti di organico di diritto.

20. All’articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dopo il comma 4 è aggiunto il
seguente: “4-bis. Stante quanto stabilito dalle disposizioni di cui alla legge 3 maggio 1999, n. 124,
sono altresì esclusi dall’applicazione del presente decreto i contratti a tempo determinato stipulati
per il conferimento delle supplenze del personale docente ed ATA, considerata la necessità di
garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza
temporanea del personale docente ed ATA con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche
determinato. In ogni caso non si applica l’articolo 5, comma 4-bis, del presente decreto.”.

Questo comma tenta di aggirare la normativa europea e sentenze della stessa Corte di Giustizia Europea, che prevedono che i contratti non possano reiterarsi all’infinito e che i precari abbiano lo stesso trattamento del personale a t. i. (compresi gli scatti di anzianità), nonché la carta dei Diritti dell’Uomo che prevede il fatto che per una stessa prestazione lavorativa, sia previsto stesso trattamento economico, normativo e sindacale.

24. Per garantire continuità nella erogazione del servizio scolastico e educativo e conferire il
maggiore possibile grado di certezza nella pianificazione degli organici della scuola, nel rispetto
degli obiettivi programmati di finanza pubblica, in esito ad una specifica sessione negoziale
concernente interventi in materia contrattuale per il personale della Scuola, che assicuri il rispetto
del criterio di invarianza finanziaria, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della
ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione, nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza
pubblica, è definito un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato, di personale
docente, educativo ed ATA, per gli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti e disponibili in
ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma
previsto dall’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133. Il piano è annualmente verificato dal
Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, d’intesa con il Ministero dell’economia e
delle finanze e con il Ministero per la pubblica amministrazione ed innovazione ai fini di eventuali
rimodulazioni che si dovessero rendere necessarie, fermo restando il regime autorizzatorio in
materia di assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3 bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e
successive modificazioni.

Questo comma non dice nulla, solo quello che è già norma: e cioè che anno per anno il ministro dell’economia autorizza un contingente di immissioni in ruolo, sulla base dei pensionamenti e sulla base dei tagli previsti dalla legge 133/2008.

Venezia, 7 maggio 2011
Per i Cobas – comitati di Base della Scuola del Veneto
Stefano Micheletti


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