I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da mariapia il Lun Set 13, 2010 9:50 pm

ma come fate a trovare la forza di parlare del passato!

Posso dire solo che è meglio guardare avanti.
Oggi sono stata in giro tutta la mattinata fino alle 14 con Giacomo e Presa Diretta.
Giorno 26 ci sarà la puntata con la scuola Danilo Dolci di brancaccio e la Nazario Sauro sempre di brancaccio che è la scuola dove ho avuto l'ultimo incarico da USP.

Che tristezza......le colleghe ed il personale ATA mi hanno fatto un sacco di feste quando mi hanno visto!

C'erano anche dei genitori tra cui il Presidente di circolo e sono stati intervistati!

E' necessario che si mantenga alta la visibilità,quindi conserviamo le energie!
A me ...ne rimangono davvero poche, sono molto stanca.
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Lun Set 13, 2010 10:52 pm

mariapia ha scritto:ma come fate a trovare la forza di parlare del passato!

Mariapia per favore.... anche tu.

Per guardare al futuro bisogna iniziare dal passato, sennò a che serve studiare la storia. A meno che tu non consideri la questione di un coordinamento regionale, acqua passata.

Che poi magari è così ma per poterlo stabilire con certezza si deve analizzare il passato. Solo su questo sono daccordo con del prete.

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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Brunello Arborio il Lun Set 13, 2010 11:32 pm

ddr67 ha scritto:
Per guardare al futuro bisogna iniziare dal passato, sennò a che serve studiare la storia. A meno che tu non consideri la questione di un coordinamento regionale, acqua passata.

Che poi magari è così ma per poterlo stabilire con certezza si deve analizzare il passato. Solo su questo sono daccordo con del prete.

L'importante è evitare le polemiche inutili.
Credo che il MOSS vada riesumato oppure si pensi a qualcosa di simile, certamente con meno assemblee dal vivo.
I coordinamenti siciliani hanno dimostrato di essere in grado, se uniti, di organizzare manifestazioni dalla risonanza nazionale, è una lezione molto importante che non va assolutamente sprecata.
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Lun Set 13, 2010 11:40 pm

Brunello Arborio ha scritto:
ddr67 ha scritto:
Per guardare al futuro bisogna iniziare dal passato, sennò a che serve studiare la storia. A meno che tu non consideri la questione di un coordinamento regionale, acqua passata.

Che poi magari è così ma per poterlo stabilire con certezza si deve analizzare il passato. Solo su questo sono daccordo con del prete.

L'importante è evitare le polemiche inutili.
Credo che il MOSS vada riesumato oppure si pensi a qualcosa di simile, certamente con meno assemblee dal vivo.
I coordinamenti siciliani hanno dimostrato di essere in grado, se uniti, di organizzare manifestazioni dalla risonanza nazionale, è una lezione molto importante che non va assolutamente sprecata.

Il problema c'è ed è serio perchè i due coordinamenti che hanno organizzato la manifestazione sono stati quelli che a suo tempo sono usciti dal MOSS.

Vorrà dire qualcosa o sono sempre, come dice "qualcuno", gli altri ad avere torto?

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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Brunello Arborio il Mar Set 14, 2010 12:01 am

ddr67 ha scritto:
Il problema c'è ed è serio perchè i due coordinamenti che hanno organizzato la manifestazione sono stati quelli che a suo tempo sono usciti dal MOSS.

Vorrà dire qualcosa o sono sempre, come dice "qualcuno", gli altri ad avere torto?

Non ho ben capito cosa proponi di fare.
Tutti i CPS siciliani hanno aderito alla manifestazione proposta da Agrigento, anche questo vorrà dire qualcosa, o sbaglio ?
Se poi ci sono idee migliori del MOSS ben vengano, credo che nessuno sia legato ad una sigla, l'importante è il risultato finale.
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Mar Set 14, 2010 12:13 am

Brunello Arborio ha scritto:
ddr67 ha scritto:
Il problema c'è ed è serio perchè i due coordinamenti che hanno organizzato la manifestazione sono stati quelli che a suo tempo sono usciti dal MOSS.

Vorrà dire qualcosa o sono sempre, come dice "qualcuno", gli altri ad avere torto?

Non ho ben capito cosa proponi di fare.
Tutti i CPS siciliani hanno aderito alla manifestazione proposta da Agrigento, anche questo vorrà dire qualcosa, o sbaglio ?
Se poi ci sono idee migliori del MOSS ben vengano, credo che nessuno sia legato ad una sigla, l'importante è il risultato finale.

Cosa propongo lo dirò quando e se ci sarà una riunione tra provincie. Sempre che io sia invitato Very Happy Very Happy

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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Brunello Arborio il Mar Set 14, 2010 10:22 am

I PRECARI CHE FECERO L'IMPRESA

Di Marcella Raiola

E' quasi l'una di notte. Sono a casa e guardo la stanza, le mie pantofole, il biglietto del treno di ritorno dal sit-in di Roma dell'8 settembre lasciato sul comodino. Guardo tutto come stranita e quasi non riesco a credere che solo 8 ore fa ero a Messina, sullo Stretto, a far vorticare per aria, sui binari occupati della stazione, la bandiera del Coordinamento Precari della Scuola di Napoli, alla stregua dei mulinelli, ipnotici e allegri come giri di tarantella, che si ammirano dal traghetto che porta da Villa S. Giovanni a Messina, frutto dell'incontro tra correnti concordi e d'accordo, nel ridere come nel punire, poste dalla natura a fronteggiarsi, a venirsi incontro, come i precari siciliani e quelli del Sud "continentale", sbarcati sull'isola per rinforzare quella parte dello Stivale che sopporta il peso maggiore del faticoso viaggio del paese verso il progresso, verso la felicità.
Suola, punta e tacco, il Sud: la parte senza fronzoli, strutturale, la parte "sporca", che tocca il suolo, la parte che si consuma e che deve resistere, la parte che ha la brutta ventura di finire sulla m...a o il privilegio di toccare la rugiada sull'erba, al mattino, la parte con cui si dànno calci in culo agli arroganti e nelle p...le a chi tenta di violare, barare, contaminare; la parte che, quando si buca, si scolla o si rompe, costringe a fermarsi, a riparare il danno...

A mezzanotte di sabato, il pullman s'era materializzato davanti alla spirale del parcheggio Brin, togliendoci ogni titubanza, ogni alibi. Da Benevento, Caserta, Napoli, docenti, tecnici e simpaticissimi simpatizzanti, più Giuliana Lilli, in sciopero della fame, già conosciuta a Roma, l'8 settembre. Diafanizzata dallo sforzo, ma agile e cordiale, ha fatto e posto a noi e a se stessa tante domande, ci ha chiesto di raccontarle della nostra quotidianità, delle nostre cittadine, dei nostri quartieri... E' una documentarista della vita.
Tutti a bordo. Qualche battuta, qualche notizia, qualche esecrazione delle ultime patetiche e oltraggiose "uscite" sul Sud dell'inqualificabile Brunetta; poi, il silenzio, il buio e la monotonia dei chilometri da macinare, cercando la posizione meno fastidiosa e meno spaccaossa sui sedili scomodi e troppo ravvicinati del pullman.
Ho cercato di concentrarmi sulla parodia di una canzonetta in funzione antigelmini, che necessitava di "limature", ma la testa era svuotata dal buio, dalle gallerie, dalle buche e dalle cunette della strada. Daniele ha parlato in modo suadente e fluido fino a notte alta; ha parlato di tabù come l'uguaglianza o il diritto alla felicità, e pareva che avesse la ricetta per semplificarne la ricerca, la conquista. Ha convinto Diego e me che si può "ripensare" l'ordine intero delle cose, che non siamo costretti ad accettare quel che c'è, che cambiare tutto è strumentalmente facile come l'uovo di Colombo e solo psicologicamente difficoltoso, come far acclimatare un anziano in un'altra città...
Ero entrata in uno stato di dormiveglia inquieto e ottundente. Verso le sei di mattina, avevo iniziato a distinguere qualcosa, a sentire la dolcezza del viaggio e a vedere le sagome degli amici ciondolanti, messaggianti o addormentati. Mi sentivo protetta e contenta. Quando il pullman aveva frenato per un istante, avevo provato un dispiacere, un rammarico strano, subito sparito col rumore della ripresa del motore: il viaggio non era ancora finito, per fortuna; potevo godermi ancora l'appagante sensazione di essere proiettata verso un eccitante ignoto in compagnia di amici fidati, su cui posso contare e che contano su di me, riconoscendomi un ruolo (mentre lo Stato continua a negarmelo!!!)...

Alle 7, il giorno si era presentato con la faccia blu cobalto del mare e con le case sgarrupate di Villa S. Giovanni. Lo splendore del mare contrastava con lo squallore delle case, con i cipressi dei molti cimiteri, con il dissesto delle colline a strapiombo, che sembrava volessero franare da un istante all'altro. L'antropizzazione di questa terra, piena di gru spettrali e di cemento stonato, mi è parsa una sfida lanciata come un guanto in faccia a un territorio che non prevedeva né intende tollerare la presenza umana. Mi è venuta in mente solo la parola "sfregio", a guardare intorno, e mi sono sentita tradita dal paesaggio, che avrei voluto e che mi aspettavo oleograficamente mediterraneo e opulento, serenante e quieto, fichidindia e palme, cicale e marzapane.

Domenica 12, ore 9,30. Sbarchiamo dal traghetto pieni di bandiere, striscioni e voglia di gridare. Due ore di attesa; tensione. I poliziotti arrivano. Una camionetta, due, tre. Comincio a sentirmi oltraggiata di nuovo. Perché di nuovo sono trattata da "problema di ordine pubblico", mentre dovrebbe esser riconosciuto tale, e in misura molto maggiore, chi mi ha costretto a venire fin qui, chi umilia il paese con proscinesi degradanti ai più laidi tra i tiranni del mondo.
Scrivo un altro cartello. Ne avevo già preparati due, grandi. Ci si muove verso piazza Cairoli. Resto ad attendere delle colleghe lucane che si sono attardate e perdo il gruppo. Quando arriviamo in piazza, c'è un mare di gente urlante. Non trovo i "miei", ma vedo una piccina accoccolata accanto a una panchina, in mezzo alla piazza, con una bottiglia di birra raccolta da terra e il tappo in mano. La accosta pericolosamente alla bocca. Mi precipito, prendo bottiglia e tappo e le dico: "No, no... non si fa... è sporco!"... Un anziano signore dice, in siciliano stretto, qualcosa del tipo: "Ma unnè 'u pati ?" Mi sorprende che non abbia detto "la madre". Forse perché è domenica, e la domenica la vigilanza "all'esterno" spetta a "lu pati"...
"Lu pati", comunque, arriva e prende la bimba senza dirmi nulla. Io corro finalmente verso il corteo e l'attraverso tutto. Ma i "miei" sono già avanti, già hanno fatto il giro, audacissimi, e stanno già prendendo spintonate e gomitate dai poliziotti in tenuta anti-sommossa. "Sommossa", infatti, viene chiamata, la rivendicazione del diritto al lavoro e del diritto allo studio anche per i figli di questi poliziotti, che un po' sono imbarazzati e un po' protestano di dover fare il loro dovere... Arrivo al porto, nello spiazzo da cui eravamo partiti. C'è gente e un cordone di polizia. I miei "referenti", con il megafono, forzano la mano, guidano sapientemente i pivelli delle occupazioni e gli iniziandi alla resistenza attiva.
Ci sono almeno 50 gradi di calore percepito. SEDETEVI TUTTI! SEDIAMOCI! DA QUI NON CE NE ANDREMO! Mi siedo e inizio a scandire tutti gli slogan. Non c'è odio. "Dignità", "Scuola Pubblica", "Lotta", "Istruzione", "Stato", sono le parole che più ricorrono.
Lo Stato, LO STATO... Lo Stato come concetto, come entità astratta, come comune obiettivo di crescita, di affrancamento dall'ignoranza, dalla paura... Ecco quello che sentiamo minacciato pesantemente: il concetto, la concettualizzazione come atto mentale. Brunetta, Gelmini e gente consimile sono stati piazzati in posti nevralgici per compiere questa missione: indurre il popolo a detestare e infamare chi concettualizza, chi indica alla gente - ai ragazzi, soprattutto -, quel che è al di là del presente, del corporeo, del visibile, del palpabile (nel senso più squallido e volgare del termine).
Uccidere il pensabile, chiudere il cerchio delle definizioni, limitarlo a quel che loro riescono a capire e vedere... L'assillo, insomma, di tutti i violenti: ridurre il mondo al loro livello di comprensibilità invece di allargare la mente per accogliere a poco a poco e umilmente l'incomprensibile o l'opinabile... Quando riescono, è dittatura, è schiavitù, è oppressione.
Mi copro col cartellone anche per difendermi dal caldo. La terra brucia, la gente è tantissima; le facce sono esaltate, felici per l'afflusso, per la solidarietà, per l'abbraccio che avvolge tutto lo Stretto, l'abbraccio degli onesti che non ce la fanno più, l'abbraccio di chi vuol difendere l'ultimo brandello di decenza e legalità. Arriva la stampa "up"; si decide per l'occupazione dei binari della vicina stazione. Sono passate ore. Mi muovo verso i binari e mi lascio andare al calore, senza combatterlo più. Mi squagli pure. Mi lascerò squagliare.
In questa disposizione, suggerisco slogan e li scandisco con rinnovata forza. Due sconosciute colleghe, una di Catania e l'altra di Palermo, si avvicinano, mi abbracciano ai fianchi e chiedono a un ragazzo di far loro una foto con "la napoletana". Mi metto in posa pensando alla faccia terribilmente sfatta e brutta che devo avere in quel momento... Poco male. E' una faccia che lotta, in ogni caso, una faccia che non si nega, che si espone per responsabilità verso il paese, gli studenti... E gli studenti CI SONO! Portano uno striscione, e nel loro slogan invitano alla lotta unitaria. Mi sento molto consolata da questa presenza; li guardo con materna e fraterna commozione. Una collega dice: "Se i nostri studenti ci vedessero, sarebbero fieri di noi perché abbiamo difeso la loro scuola"... Dà voce a un pensiero che ci attraversa tutti.
Arriva la notizia che, se continueremo a occupare i binari, denunceranno quelli che hanno chiesto le autorizzazioni per la manifestazione. Sono amici. Allora ci spostiamo, al grido: SE IL POPOLO E' SOVRANO, BUTTIAMO FUORI IL NANO!...
La nostra coordinatrice, che saprebbe far sentire felicemente integrati in un gruppo anche Robinson Crusoe, Brontolo e il guardiano di un faro, rivolge un tattile e corposo saluto ai siciliani, applaudendo: "Napoli se ne va!... GRAZIE!" Grazie, sì, per "l'ospitalità", per aver offerto il prestigioso teatro della lotta, per aver animato il tutto... L'applauso si fa reciproco e scattano gli abbracci. Tratteniamo a stento lacrime di fierezza e commozione. Abbraccio anche Giacomo Russo, che mi riconosce; ha recuperato un po' di peso e di forze ed è lì, a casa sua, sotto il suo sole, a guardare soddisfatto un'opera di cui può legittimamente sentirsi un po' padre...
All'Autogrill, nella serata, tiriamo le somme. Sentiamo tutti che l'ampiezza e risonanza della manifestazione sono state superiori a quelle finora riscosse. Concordiamo sul fatto che è importante continuare ad additare alla gente l'agorà, la piazza cittadina fulcro della decisione collettiva, come modo alternativo di intendere la città, purtroppo ridotta a "centro di servizi". Soprattutto, conveniamo nel ritenere che la valenza politica di questa occupazione duplice e duratura, che ha visto partecipi 4000 individui circa, è molto forte e attesta la vitalità ideologica e morale del Sud, più stanco, più vittimizzato, più colto, più analitico più "teoretico" del resto del paese.
Uso, nel discutere, la parola "riscatto", per inerzia, ma nel pullman mi accorgo che è stereotipata. Il Sud non vuole "riscatto", ma ascolto. Si', perché ci siamo abituati a percepirci come ci percepiscono e dipingono i leghisti, a difenderci dai pregiudizi "nordisti" al punto tale da incamerarli, stanarli e ucciderli in noi stessi... Invece, oggi abbiamo dimostrato che di pregiudizi, appunto, si tratta, e che tutto il buono che abbiamo non viene valorizzato né "partecipato", nella misura in cui, parallelamente, non viene denunciato come pericoloso e degradante quanto di mostruoso cova in seno alle belle contrade del Nord Italia, infettate dagli sporchi tentacoli di una più defilata ma non meno ingombrante Gomorra, dalla malasanità che "obietta" solo nel pubblico, dal razzismo e dall'integralismo fanatico dei leghisti analfabeti.

Sul traghetto del ritorno, mi fanno notare che ho qualcosa sulle scarpe e sui jeans... "lo so, lo so", dico a Susi, ma non viene via... Se provo a tirare, il rivestimento della scarpa tiene dietro! Si tratta di un'erba fatta di spighe verdi piene di setole dure e appiccicose, che penetrano nelle fibre e non si staccano... Erano sui binari. Ne ho fatto il pieno. Non mi disturbano, nella disposizione d'animo in cui mi trovo. Penso, con compiacimento letterario scemo, che la Sicilia abbia voluto restarmi attaccata addosso in forma di spiga immatura e puntuta, che si insinua e che strappa le inibizioni e le convenzioni... Ne ho tenuta anche una intera, di quelle spighe. La cerco in borsa e la mostro a Susi. Viene con me, in borsa, la Sicilia, caldissima e in fieri, la Sicilia sintesi del Sud, contesa tra sfida e oltraggio, quasi laboratorio di umanità, che chiede di portare a termine lo scempio o di provare a tramutarla nel paradiso che lascia intravedere...
Noi, oggi, abbiamo aperto uno squarcio nella cappa di rassegnazione e remissione del paese tutto, partendo da qui, dai monumenti alla follia che costellano il nostro percorso, decine e decine di tunnel ciechi e terrificanti e decine di pilastroni di cemento enormi, agghiaccianti, che spuntano da forre profonde straripanti di verde, come fissero già dei relitti...
Mai come in questo paesaggio scempiato, così "imperfetto" e in attesa di definizione, la nostra opzione per il paradiso è risuonata e apparsa più giusta e convincente.
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Brunello Arborio il Mar Set 14, 2010 10:26 am

Ho cercato di fare una piccola rassegna stampa della manifestazione sullo Stretto, in realtà ne hanno parlato quasi tutti i Tg ed i giornali, ho riportato i giornali principali ed i servizi televisivi singoli

http://retedocentiprecari.blogspot.com/2010/09/rassegna-stampa-manifestazione-stretto.html

http://retedocentiprecari.blogspot.com/2010/09/rassegna-stampa-13-settembre.html
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Brunello Arborio il Mar Set 14, 2010 3:14 pm

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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Mar Set 14, 2010 3:48 pm


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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Gio Set 30, 2010 6:44 pm

http://www.aetnanet.org/catania-scuola-notizie-23707.html

Messina, manifestazione precari scuola: denunciati 25 anarchici

A conclusione dell’attività investigativa condotta dalla Digos di Messina, in collaborazione con gli analoghi uffici delle altre questure siciliane, nella mattina odierna sono stati depositati presso gli uffici della locale Procura della Repubblica gli atti concernenti gli eventi delittuosi verificatisi a margine della manifestazione svoltasi in Messina domenica 12 settembre “Invadiamo lo Stretto. Un ponte per la scuola”, organizzata dai precari.
Come si ricorderà, nel corso della manifestazione alcuni facinorosi, infiltratisi tra i manifestanti, hanno occupato i binari della Stazione Centrale, determinando un parziale blocco della circolazione ferroviaria della durata di circa un’ora.

L’attività investigativa effettuata con la collaborazione del personale della Polizia Ferroviaria, ha consentito di evidenziare condotte delittuose in capo ad un gruppo di manifestanti che grazie anche alle riprese della Polizia Scientifica, sono stati individuati e denunziati all’Autorità Giudiziaria. Si tratta di appartenenti ai movimenti anarchici ed antagonisti che si sono mischiati all’interno del movimento di precari della scuola con il precipuo scopo di creare disagi alla circolazione. Oggi i loro nomi sono stati comunicati alla Procura della Repubblica che procederà nei loro confronti.

questore.me@poliziadistato.it
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Messaggio Da luigidelprete il Gio Set 30, 2010 7:30 pm

Anarchici e antagonisti? E dov'erano.....?
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Gio Set 30, 2010 7:33 pm

luigidelprete ha scritto:Anarchici e antagonisti? E dov'erano.....?
eri tu.

Io sono quello "pilotato" dalla CGIL Laughing Laughing
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da luigidelprete il Gio Set 30, 2010 7:40 pm

ddr67 ha scritto:
luigidelprete ha scritto:Anarchici e antagonisti? E dov'erano.....?
eri tu.

Io sono quello "pilotato" dalla CGIL Laughing Laughing

Io sono quello Cobas o Usb....dipende dalla giornata
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da Olga il Gio Set 30, 2010 7:43 pm

Ok, a parte i fantomatici anarchici che in Italia si prendono sempre le colpe di tutto... sapete se qualcuno ha ricevuto realmente notizie di denunce?
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Gio Set 30, 2010 8:46 pm

Olga ha scritto:Ok, a parte i fantomatici anarchici che in Italia si prendono sempre le colpe di tutto... sapete se qualcuno ha ricevuto realmente notizie di denunce?

Se vuoi la mia, siccome di sicuro hanno il mio nome come quello di emma e fabiola, ti pregherei di non "provocarli" con queste tue opinioni perchè magari per darti torto se li trovano sti 25 nomi tra quelli che hanno.

Avete capito!!!! i colleghi parlano a vanvera, gli anarchici antagonisti c'erano.... eccome!!!!


Ultima modifica di didier il Mar Nov 16, 2010 5:06 pm, modificato 1 volta
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da didier il Gio Set 30, 2010 8:50 pm

luigidelprete ha scritto:
ddr67 ha scritto:
luigidelprete ha scritto:Anarchici e antagonisti? E dov'erano.....?
eri tu.

Io sono quello "pilotato" dalla CGIL Laughing Laughing

Io sono quello Cobas o Usb....dipende dalla giornata

Ora che ci penso è vero, vado a memoria ma non ti ho mai letto fare una critica ai sindacati di base Laughing Laughing

Dal canto mio penso che alla FLC ancora si chiedano che cosa mi sono iscritto a fare se li critico un giorno si e l'altro pure.
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

Messaggio Da antonella vaccaro il Gio Set 30, 2010 9:22 pm

se pensi che il mio intervento possa dennaggiare qualcuno l'ho eliminato
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antonella vaccaro
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Re: I PRECARI BLOCCANO LO STRETTO DI MESSINA !!!

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